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Sentiero dei Girolimini
Notizie storiche:
Dall'idolo pagano alla "Regina montis
Summani" |
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Secondo una pia tradizione ancora viva in tutta
la zona, anticamente, sulla vetta del Monte Summano, sorgeva un
tempietto dedicato all'idolo Plutone, detto Summus
Manium, cioè il sommo degli dei degli inferi a cui
si recavano a sacrificare i primi abitanti della zona.
Il ritrovamento, sulla vetta, di ossa e monete dell'epoca romana e,
a Piovene, di una lapide sepolcrale dedicatoria di eccezionale
importanza, confermano la tradizione orale e avvalorano la storia
che attribuisce ai romani la prima centuriazione dell'alto
vicentino, già abitato dai paleo-veneti e dove è
stato scoperto ed esplorato, nella zona industriale di Schio,
l'unico insediamento militare trovato in Italia e denominato
Campo Romano. La lapide sepolcrale scoperta
casualmente a Piovene nel 1816 in occasione degli scavi per il
nuovo campanile, risulta dedicata a una matrona romana della
famiglia Papiria e risale, presumibilmente, ai primi secoli
dell'era volgare.
Sempre secondo la tradizione e la storia fu
S.Prosdocimo, primo vescovo di Padova ed
evangelizzatore dell'alto vicentino che abbattè l'idolo
pagano adorato sul Summano e introdusse sulla cima del monte il
culto mariano.
Da allora il Monte Summano è legato alla venerazione alla
vergine Maria denominata "Regina Montis Summani" tanto che lo
storico Maccà indica il Santuario di Monte Summano
tra..."i più antichi e venerati dello Stato
Veneto". La strada che saliva alla cima del monte partiva
dal borgo di Piovene,luogo abitato posta a monte della necropoli
dove è stata rinvenuta la lapide Papiria, e che è
passato alla storia con il nome di Castel Manduca (oranoto come
"il roccolo degli Orsi") e che era una antica stazione
eneolitica esplorata nel secolo scorso con interessanti
ritrovamenti.
Da qui partiva il sentiero che portava alla vetta di Monte Summano
che era considerato sacro per la sua forma in quanto, dalla
pianura, sembra un vulcano, da cui derivava, probabilmente, la
dedicazione a Plutone,il dio degli inferi o "Summus
Manium" da cui Summano.
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La strada e il sentiero dei Girolimini: Descrizione
della strada e del sentiero
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La strada ( che poi diventa sentiero) detto dei
Girolimini è un percorso faticoso, ma dal fascino unico.
Percorriamolo assieme partendo dalla Chiesa Parrocchiale di Piovene
dedicata a S.Stefano P.M., bel tempio settecentesco dalle linee
neoclassiche, sorto sulla primitiva "pieve" di cui si ha memoria
fin dal 1262.
Proseguendo verso il centro del paese si passa davanti alla
chiesetta dedicata a S.Vito e al Palazzo
Municipale per arrivare, attraverso strette stradine, alla
"crosara" dalla quale parte la bella e spettacolare gradinata che
porta alla settecentesca chiesetta dell''Ospizio
che merita una sosta.
Qui i frati Girolimini avevano il convento e
assicuravano assistenza ai pellegrini che, numerosissimi, salivano
verso la "Regina Montis Summani
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Merita visitare, a fianco della chiesetta, la
"riva dei frati" trasformata in birreria nel 1855
e, alla fine della gradinata, l'antica Fontana de
Sora dal caratteristico mascherone che è posta ai
piedi di Castel Manduca, antichissimo insediamento eneolitico.
Da questa fontana, con un attacco ripidissimo, inizia la strada
asfaltata (300 m.s.m.) che con arditi tornanti porta al
Santuario.
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Appena sopra alla fontana si trova, nella
posizione dove una volta sgorgava la fresca acqua, il capitello
mariano da dove si può scegliere, come solitaria alternativa
alla strada asfaltata, l'agreste "sentiero dei
Girolimini" che sale, nel silenzio e nel verde al
Santuario stesso.
Proseguendo per la strada principale asfaltata e lasciato il masso
in cui è scolpito un gran bassorilievo mariano con
l''augurio "...emergo dai sassi, ed è tempo di
sereno..." si arriva, dopo la stretta sequenza di tornanti, al
Capitello delle Crozzole (418 m.s.m), altro
piccolo capolavoro degli scalpellini piovenesi.
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Ormai manca poco per arrivare in località
Belvedere di Camposasso (535 m.s.m.) dove, sulle vestigia di un
antico oratorio, sorge il Santuario dell''Angelo,
che custodisce l'antichissima immagine della "Regina Montis
Summani" che, prima della soppressione del convento
decretata dalla Serenissima Repubblica veneta nel 1770, era
venerata sul Santuario posto sulla vetta del Monte Summano.
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Si prosegue adesso verso la cima lungo quel
percorso già citato nell'antico testo del Giordano e che ora
è detto "sentiero dei Girolimini". Ora il sentiero si fa
più stretto e, tolti alcuni tratti, meno faticoso.
Si sale verso località Spiadi, ora
conosciuta come "carpane" (639 m) per il
bell'albero posto nel primo tornante dopo la chiesa e dal quale si
domina tutta la pianura che risulta ormai coperta dalle imponenti
zone industriali di Santorso, Schio e Zanè.
Si lambisce il "Cason dei Biasioni" (633 m)
passando sopra la località Rovrea dove si trovano il
"Cason dei Magnognoli" e il "Cason dei
Pipi" vicino ai quali è ormai difficile trovare la
piccola "fontana calda".
Basta ora affrontare, in ripidi tornantini, il tratto che porta al
"Cason dei Meli" (785 m) lasciando, sulla destra,
uno sconosciuto sentiero che porta alla dimenticata
"fontana sezola", così chiamata per la
forma a falce.
Il bosco diventa fitto verso il "Cason dei
Valugani" (854 m) prima di arrivare al ripido spartiacque
che separa e fa da confine tra Piovene e Santorso.
Nella bella spianata detta "Mardifaia" si trova il
"Cason dei Giunori" (959) .
Ormai la vista spazia libera nella pianura.
Deviando a destra dopo il cason si arriva ben presto al
"Campigolo" dove narcisi e mughetti dominano.
Seguendo invece il sentiero dei Girolimini si sale ancora e,
attraversata una fitta pineta, si toccano i ruderi del
"Cason dei Panossoni" (1030 m).
Eccoci finalmente nella bella e comoda mulattieria costruita per la
prima guerra mondiale sulla quale si congiunge la strada che arriva
da Santorso e che ci porta alla spaziosa conca del
Santuario di Monte Summano (1188 m)
Eccoci dunque al bel Santuario, ricostruito "dov''era e
com''era" nel 1892 dopo i saccheggi seguiti
all'allontanamento dei Girolimini avvenuto nel 1777.
Entrando nella chiesa si resta meravigliati dalle poderose e
antiche colonne in pietra che dividono le tre navate, dal profondo
prespiterio dove l''immagine della Vergine
Ausiliatrice accoglie sorridente pellegrini e visitatori,
dai due semplici altari laterali dedicati a
S.Prosdocimo e a S.Girolamo che
sono i santi che hanno inciso nella storia di questo monte.
Abbiamo superato un dislivello di 653 metri.
Ne mancano 108 per arrivare alla cima più alta dove, secondo
la tradizione, c'era il tempietto al dio Summano (Hic erat olim
Summani Fanum, recita la scritta nel disegno dell'Abate
Eusebio Giordano, 1652) ovvero al sommo degli dei Mani.
Si prosegue sempre attraverso la strada militare ben conservata,
verso la piazzola del belvedere (1224 m) posta a confine tra
Piovene, Velo e Santorso e dove arriva il più erto e
scosceso tra tutti i sentieri che arrivano sul Summano.
Proseguendo sul ciglio dove si trova la linea trincerata della
prima guerra mondiale si arriva rapidamente alla grande croce in
calcestruzzo alta 16 mt. recentemente completata con il
Cristo d''acciaio dello scultore di Marano
Vicentino Giorgio Sperotto.
Siamo a 1296 mt. e la pianura, per chi arriva quassù, si
stende ai piedi in un panorama magnifico ed emozionante.
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Da Piovene all''Angelo:
Sentiero dei Girolimini
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La strada che collega Piovene all''Angelo
è stata sistemata ed asfaltata, ma ora, per iniziativa della
Comunità Montana Leogra-Timonchio e con il lavoro del Gruppo
Alpini e del G.A.M. Gruppo Amici della Montagna di Piovene
Rocchette, ha un'alternativa pedonale immersa nel verde, lontana
dal traffico, mirabilmente attrezzata e dal fascino unico: il
"Sentiero dei Girolimini". Consigliamo vivamente gli appassionati a
percorrerlo partendo dalla "Fontana de Sora" da dove si segue la
"strada di Rovrea" ai fianco del Capitello della Madonna datato
1915 e che passa davanti alla bella schiera di case della contrada
più alta del paese fino ai voluminosi serbatoi
dell''acquedotto.
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Qui la strada ormai invasa dalle fronde degli
alberi prosegue per località Rovrea, ma appena dietro ai
serbatoi ecco sulla destra, ben preparato e segnalato, il
"Sentiero dei Girolimini" che s'inerpica nel fitto
bosco di carpini e robinie aggirando il Sasso della
Mussa dove sarebbe precipitata, nel secolo scorso,
un'asina impazzita.
Facili tornanti affrontano il pendio che si fa ripido con rapide
volute.
Il cammino è facilitato dai bei gradoni ricavati con abile
maestria dai laboriosi volontari che si sono impegnati a
ripristinare un sentiero che minacciava di andare perduto.
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La parte più ardita dell'affascinante
percorso è protetta a un corrimano in legno intercalato, in
partenza e all'arrivo, da barriere che impediscono il passaggio
alle bici e moto e prosegue fino al Prà dei
Boareti dove, sulla destra, ci si può affacciare -
con attenzione e cautela - al piccolo Belvedere
che sovrasta le cave di ghiaia ormai abbandonate e ricordate
come le "Cave del Teston".
Ripreso il sentiero poco più avanti s'incontra, sempre sulla
destra, il sentiero detto "Stroso delle piegore"
che collega il belvedere alla strada asfaltata.
Si prosegue nel bosco di carpini, sempre fitto e ombreggiato, per
altri trecento metri fino al "Prà del
Belvedere", anche questo collegato alla strada asfaltata,
dove una macchia di betulle dal tronco bianco.
E' il momento di affrontare la salitina che porta ad intravedere
nuovamente, dopo un ampio tornante, la strada asfaltata.
Poco più avanti si arriva al cunettone che sorpassa la
"Valle del Torrenton" (detta in linguaggio
onomatopeico "Torontonton" e che consente di riprendere,
ma solo per un attimo, il fiato.
Ormai si intravede, nello slargo su cui si inerpica il sentiero e
solo metaforicamente perchè anche qui il bosco è
fitto, il Santuario.
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Siamo, infatti, all'ultimo dei tratti scoscesi
che superiamo con rapidi tornanti sfociando, improvvisamente, nello
spettacolare "Prà dei Togno" che un volta
era definito Prà della Pozza per la presenza del piccolo
stagno dove le mucche venivano all'abbeverata.
Ecco qui, davanti a noi, il bel Santuario con il caratteristico
campanile in pietra che segna la fine della nostra salita.
Siamo in località Belvedere di Camposasso (535 m.s.m.).
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